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Perché i terremoti in Sicilia, Marche, Liguria ed Emilia non sono “collegati”: «Ma le sequenze sismiche sono ancora attive»

Un totale di 21 scosse in sei punti diversi dell’Italia. Con magnitudo simili. E a distanza di poche ore l’una dall’altra. Eppure, nonostante siano un refrain abituale tra gli alfieri delle teorie del complotto, i terremoti che hanno colpito ieri l’Italia non sono “collegati” tra loro in alcun modo. Lo spiegano gli esperti, osservando che non sorgono sulla stessa faglia. E che si tratta di zone sismiche ben conosciute. Così come anche la coincidenza delle scosse in un giorno non stupisce chi studia i sismi. Negli ultimi tre mesi avevamo avuto finora una sola scossa di magnitudo superiore a 4. Ma le sequenze sismiche sono ancora attive. Per questo si stanno verificando ancora terremoti più piccoli. Per difendersi bisogna avere costruzioni ben fatte e rinforzare quelle esistente.

Le scosse a Catania, Ascoli, Genova e Modena

La terra ha cominciato a tremare ieri notte a Ragalna in provincia di Catania. Poi le scosse ad Acquasparta e a Paternò (la più forte: magnitudo 3.6). Poco prima delle 8 del mattino altre due scosse a Perugia. A mezzogiorno è il turno di Ascoli Piceno: 4.1 e 3.6 di magnitudo e gente in strada, ma nessun danno. Viene però sospesa la circolazione dei treni. Nel teramano un altro terremoto colpisce Civitella del Tronto in provincia di Teramo. Mentre anche il mare di Reggio Calabria ne registra un’altra a 55 chilometri di profondità. Nel pomeriggio alle 15.39 – a oltre mille chilometri di distanza – una scossa da 4.1 scuote Genova e il Genovesato. l’ipocentro a 2 km a ovest di Bargagli, un paesino con poco più di 2 mila abitanti nella Città metropolitana di Genova.

Crolla anche una statua davanti alla chiesa di Pieve Alta. I vigili del fuoco intervengono in una serie di casi di distacchi di intonaco. Anche qui Trenitalia interrompe la circolazione dei convogli. Poi alle 17,47 tocca a Pievelago in provincia di Modena, 3.8 di magnitudo. E a Fosciandora (Lucca), con due scosse in un minuto. La più forte è di magnitudo 3.2. Altre piccole scosse in serata arrivano alle Isole Eolie e di nuovo a Civitella del Tronto. In totale, segnala l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, sono 21 le scosse di terremoto di intensità variabile. In sei regioni: Sicilia, Calabria, Marche, Liguria, Emilia-Romagna e Toscana. Nessun danno importante.

Cosa dice l’Ingv

Ma non ci sono collegamenti tra la maggior parte di queste scosse. Alessandro Amato, sismologo dell’Ingv, ha spiegato all’agenzia di stampa Agi che non si può pensare a un legame diretto tra l’Etna, Genova, Modena e Ascoli Piceno: «Sono tutte zone sismiche e quello che è avvenuto oggi non deve stupire». Queste aree, sostiene l’esperto, sono colpite da terremoti quotidianamente: «Genova è forse quella che ha meno sismicità, normalmente. Il fatto che ogni giorno in Italia avvengano tanti terremoti può fare si che ne capitino qualche volta tre o quattro più forti nel giro di poche ore». Ma queste sequenze sismiche «sono iniziate ieri quindi sono ancora attive e si stanno registrando alcuni terremoti più piccoli. Vedremo quanto dureranno. Speriamo che si esauriscano presto».

«Ma ricordiamoci anche – conclude Amato – che siamo un paese sismico, dobbiamo difenderci con delle costruzioni ben fatte, rinforzare quelle esistenti ed essere preparati». Carlo Meletti, che fa parte della sezione di Pisa dell’Ingv, aggiunge in un colloquio con il Resto del Carlino che il meccanismo del terremoto che ha colpito Genova è diverso da quelli dell’Appennino tosco-emiliano: «È di tipo compressivo». Anche se è curioso che dopo un periodo di apparente calma si siano verificati terremoti avvertiti dalla popolazione: «Di fatto avere due terremoti importanti nello stesso giorno è una variabile statistica».

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