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Pd, sul voto ai gazebo nessun passo indietro: al lavoro per il candidato

PALERMO – In casa dem si fa quadrato in vista del prossimo appuntamento con il tavolo politico della coalizione previsto per domenica. Oggi pomeriggio si è riunita da remoto la

segreteria regionale allargata alla deputazione regionale per discutere delle primarie di coalizione del 23 luglio. Il primo nodo da sciogliere nella sintesi con gli alleati riguarda le modalità di voto ai gazebo. “Votare con la matita e la scheda è per noi una condizione di procedibilità delle primarie”, insiste il segretario regionale Anthony Barbagallo. Una posizione condivisa all’interno del consesso. L’obiettivo rimane arrivare a una sintesi soddisfacente con i pentastellati, ma senza rinunciare al proprio marchio di fabbrica rassicurando gli aficionados  democratici e dare il senso del voto anche in presenza. 

Insomma, le primarie non potranno diventare le parlamentarie del Movimento Cinquestelle: sarà necessario incontrarsi a metà strada. Cosa che si tenterà di fare domenica.  Un altro tema sul tavolo dei dem riguarda il nome unitario del partito nella corsa delle primarie. La mission dichiarata è  portare a casa il risultato unitario entro la prossima settimana. La road map del segretario Barbagallo prevede già da domani l’avvio delle consultazioni interne sui nomi con i deputati regionali e nazionali espressione delle varie anime del partito e con il gruppo dirigente. 

A seguire si metterà in moto un confronto a tutti i livelli con amministratori e segretari dei circoli. Lo strumento saranno le assemblee. Già nei prossimi giorni si terranno due momenti di confronto (uno in Sicilia Occidentale, l’altro in Sicilia Occidentale) con amministratori e circoli per delineare il profilo del candidato alla presidenza. Ma la strada del segretario potrebbe non essere del tutto in discesa (al netto del pieno mandato ricevuto da Enrico Letta).

Sul nome dell’eurodeputata Caterina Chinnici, nome in pole position, si attende in primis il via libera della diretta interessata, in secondo luogo qualche pezzo del partito potrebbe mettersi di traverso. Gli orfiniani e Base Riformista, ad esempio, non sarebbero troppo convinti della candidatura dell’eurodeputata. Idem i dirigenti più vicini al mondo del sindacato che potrebbero essere tentati dalla carta “Fava” anche per questioni di posizionamento interno. L’ultimo scoglio, infine, riguarda il fattore B cioè Pietro Bartolo: un’ipotesi di candidatura che qualche dirigente continuerebbe a caldeggiare. Insomma, la matassa non è ancora stata sbrogliata.

Articolo Pd, sul voto ai gazebo nessun passo indietro: al lavoro per il candidato su Live Sicilia.

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Written by Roberta Fuschi

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