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Palermo, imprenditore in affari con la mafia: confisca da 20 milioni

PALERMO – Ricorso in appello respinto. Va in confisca il patrimonio del re palermitano del pesce surgelato. Valgono oltre 20 milioni di euro i beni sottratti dalla Direzione investigativa antimafia all’imprenditore Salvatore Vetrano, un tempo titolare della Veragel di Carini.

“Collettore di interessi mafiosi”

“Collettore degli interessi mafiosi nel commercio di prodotti surgelati”, così era stato definito. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo.

Una vita e una scalata imprenditoriale piuttosto chiacchierate quelle di Vetrano. Di lui e del padre Giacomo si parlò per la prima volta nel 1999, anno in cui furono arrestati con l’accusa di avere nascosto nelle celle frigorifere un carico di pesce rubato dagli uomini della famiglia mafiosa di corso Calatafimi.

Nel 2002 per Vetrano arrivarono nuovi guai giudiziari: tornò in cella perché ritenuto responsabile di avere rapinato una carico di pesce congelato. Della banda avrebbero fatto parte, ancora una volta, soggetti organici a Cosa Nostra.

I rapporti con i boss di Brancaccio

Nel 2005, il suo nome saltò fuori nell’inchiesta che portò in cella i boss Benedetto Graviano e Cesare Lupo di Brancaccio. Vetrano veniva indicato come “vicino” all’organizzazione mafiosa.

L’imprenditore, per la verità, ha anche acquisito la veste ufficiale di vittima del racket. Ammise, infatti, di avere ricevuto una richiesta estorsiva di 500 mila euro. Ammissioni che contribuirono all’arresto di quattro persone.

Le più recenti indagini della Dia fecero emergere che Vetrano aveva beneficiato di finanziamenti comunitari erogati dal Fondo Europeo per la pesca in Sicilia.

Sparò al rivale in amore

Nel 2012 una brutta storia di cronaca nera. Vetrano fece fuoco contro Giuseppe Toia, titolare della concessionaria Isolauto, ferito gravemente a Isola delle Femmine.

Toia da qualche tempo frequentava una ragazza che piaceva anche a Vetrano, il quale lo affrontò premendo il grilletto. Lo stesso Vetrano risarcì la vittima con 200 mila euro.

La barca un tempo di proprietà di Salvatore Vetrano

Tra i beni confiscati anche tredici immobili fra Palermo, Carini, Trabia, Marsala e Sciacca, e i corrispettivi delle vendite di due lussuose imbarcazioni da diporto.

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Written by Riccardo Lo Verso

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