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Mafia: un post su Facebook può diventare pericolosissimo

PALERMO – Era stata una leggerezza. Con l’aggravante di essere social. Un post su Facebook svelava il nome dell’autista del boss di Belmonte Mezzagno. E qualcuno si attivò per farlo rimuovere.

A raccontare l’episodio era Giovan Battista Martini, uno degli arrestati del blitz che nei giorni scorsi ha colpito il mandamento mafioso in provincia di Palermo.

Martini spiegava alla compagna che qualcuno “stava consumando a Simoneddu (diminutivo di Simone)… mentre era ubriaco su Facebook mise… l’autista di Salvatore Tumminia… subito lo hanno rintracciato e glielo hanno fatto levare… lo volevano ammazzare a legnate… su Facebook gli vai a mettere queste cose?… però ci andò il figlio di Salvatore posto casa”.

Sarebbe stato dunque Giuseppe Tumminia, figlio dell’uomo considerato il boss di Belmonte Mezzagno ad intervenire per fare cancellare il post Facebook. Bisogna stare guardinghi in un paese dove quando uno sbaglia rischia di essere ammazzato.

Tumminia senior scalpitava prima di diventare il reggente. Era alla guida di quella che il pentito Filippo Bisconti ha definito “una frangia che si poneva in contrapposizione a quella degli Spera… oso dire che oggi… è lo zoccolo duro della comunità belmontese…”.

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Written by Riccardo Lo Verso

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