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Il meccanismo del Payback spiegato a un bambino

Oltre un centinaio i ricorsi presentati ai Tar dalle aziende dei dispositivi medici sull’attuazione del Payback.  Tutto nasce dall’articolo 18 del Decreto-legge Aiuti bis e dal decreto del ministero della Salute.  Ma cos’è il Payback e cosa comporta per un’azienda? Un papà prova a spiegarcelo in una conversazione con suo figlio.

Papà – In Italia gli acquisti di dispositivi medici per il servizio sanitario si fanno solo attraverso gare pubbliche d’appalto. Le gare bandite dalle regioni già prevedono un meccanismo di salvaguardia, che è la base d’asta, invalicabile per legge. Il punto è che la somma delle gare aggiudicate in una regione non è il budget regionale della spesa in DM come dovrebbe logicamente essere, ed infatti le regioni lo sforarono tutti gli anni, da anni.

Bambino – Quindi papà la soluzione è già a portata di mano per governare la spesa in DM, la regione bandisce gare la cui somma dei valori aggiudicati non supera il budget a disposizione. Semplice! Ma allora Papà perché non si fa così?

Papà – Perché le gare intercettano i bisogni di salute dei cittadini, mentre il payback con i tetti di spesa imposti è un modo per spostare sulle aziende fornitrici una parte dei costi sanitari che il Servizio Sanitario deve dare ai cittadini per curarli, ma che il Governo non vuole pagare… tutto qui!

Bambino – Ora però lo devono dire i politici ai loro elettori che le industrie della sanità devono farsi carico di una parte delle cure degli italiani che lo stato semplicemente non vuole pagare. E che molte di queste industrie chiuderanno, e che ci sarà il rischio di non avere dispositivi medici negli ospedali, e che tanti papà e mamme rimarranno senza un lavoro. Per giustizia morale, lo devono dire. Giusto papà??

Firmato: un papà (che lavora nel mondo dei DM)

L’articolo Il meccanismo del Payback spiegato a un bambino proviene da Il Nuovo Terraglio.

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Written by Paola Zuliani

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