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I progressisti lanciano le primarie del 23 luglio, ecco le regole FOTO

PALERMO – “Oggi lanciamo le primarie del campo progressista”, con queste parole il segretario del Pd siciliano Anthony Barbagallo ha aperto la conferenza stampa del campo progressista. Accanto a lui gli esponenti di tutte le forze politiche che parteciperanno alle primarie del 23 luglio. Nuccio Di Paola, coordinatore del M5s, Claudio Fava leader di Cento passi, Nino Oddo per il Psi, Pierpaolo Montalto di Sinistra Italiana, Mauro Mangano per Europa Verde e Pizzo Zappulla per Articolo Uno.

Le regole

Le primarie secondo le regole, illustrate dai leader dei partiti e dei movimenti, prevedono che si possano presentare le candidature fra il 23 e i 30 giugno. Alle consultazioni potranno partecipare anche coloro che hanno compiuto 16 anni. Si potrà votare online previa registrazione che sarà possibile effettuare dal 23 giugno fino a 48 ore prima delle consultazioni. Le “presidenziali 2022”, così sono state chiamate le primarie progressiste, saranno gratuite. Chi vorrà votare ai gazebo dovrà indicare una delle 32 postazioni che saranno disponibili a questo fine.

I gruppi non rappresentati all’interno dell’Assemblea regionale siciliana che vorranno dovranno presentare una loro candidatura potranno farlo presentando duemila firme. Anche dopo l’eventuale sconfitta alle primarie però occorrerà presentare le liste in almeno 5 collegi per le elezioni.

Barbagallo: “La Sicilia si conferma laboratorio politico”

“Cinque anni fa – ha detto il dem Barbagallo – eravamo avversari adesso siamo assieme. Abbiamo costruito una visione diversa della Sicilia e un campo valoriale condiviso. Il nome del candidato presidente della Regione sarà scelto dando voce agli elettori e non nel chiuso di una stanza. La Sicilia – ha rivendicato – ancora una volta è laboratorio politico. È la prima volta che si fanno le primarie per Palazzo d’Orleans anche per quanto riguarda il partito democratico”. Infine, Anthony Barbagallo garantisce: “Non è solo una prova muscolare fra i candidati presidenti ma anche una occasione per dialogare. La missione è costruire un modello di partecipazione”.

Di Paola: “Spero che il modello sia usato anche altrove”

Poi ha preso la parola Nuccio Di Paola, capogruppo all’Ars del M5s. “Stiamo facendo innovazione politica”, ha rivendicato il pentastellato che poi ha aggiunto: “Come tutte le innovazioni politiche ha i suoi travagli”. Di Paola ha illustrato il regolamento che sarà pubblicato sul sito presidenziali22.it e a cui hanno lavorato Alfredo Rizzo, Sergio Lima e Simone Morgana. “Cerchiamo – ha poi spiegato Di Paola – i 300 spartani siciliani: isolani impegnati per mandare a casa il governo del centrodestra. Il fatto che il candidato dei progressisti lo decideranno i siciliani è rivoluzionario”, ha aggiunto Di Paola che poi ha continuato: “Spero che questo modello venga preso anche dalle altre regioni e diventi un modello per tutto il capo progressista”.

Fava: “Ci rivolgiamo a tutti coloro che sono contro il governo Musumeci”

Claudio Fava che è fra quelli che ha già annunciato la candidatura per le primarie ha ricordato come esse siano una “parola al plurale, è parola – ha detto – inclusiva. Ci apriamo anche a tutti coloro che hanno tenuto una posizione chiara contro il centrodestra che ha appoggiato l’esperienza del governo Musumeci e mi rivolgo – ha esplicitato Fava – a Più Europa e al movimento di Carlo Calenda. Ci rivolgiamo anche a coloro che escono da questa stagione di governo traditi, frustrati e delusi”.

La polemica sui candidati figli di vittime della mafia

Poi Fava lancia una stoccata a Rosario Filoramo che ieri ha detto “non è più il tempro di candidare parenti di vittime di mafia”. “Sono rimasto addolorato”, ha raccontato Fava: “Siamo ancora ostaggi di una sottocultura politica che considera i familiari dei morti di mafia una categoria antropologica, una specie di riserva indiana, donne e uomini segnati a vita da una lettera scarlatta. Un pensiero osceno, non trovo altre parole. A Caterina Chinnici tutta la mia solidarietà”.

A margine della conferenza stampa, a proposito delle dichiarazioni del segretario provinciale di Palermo il segretario regionale del Pd ha risposto che “la parola e il tono dell’intervista tradiscono il pensiero unitario e condiviso che è emerso tra tutti gli organismi e gli altri segretari di federazione”.

Le altre forze all’interno del campo progressista

Nino Oddo per i socialisti ha ricordato che quella delle primarie “è una prospettiva politica ancora aperta. Auspichiamo – ha proseguito – che possano aderire altre forze che hanno contrastato il governo Musumeci. Non vogliamo chiuderci ma aprici”. Poi ha preso la parola Pierpaolo Montalto (Sinistra Italiana): “Siamo in campo per un’idea di Sicilia diversa: per evitare le risorse del Pnrr possano essere usate per regalare la Sicilia ai proprietari delle discariche private e alle cliniche private”. Europa verde con Mauro Mangano ha ricordato che: “Le primarie sono uno strumento importante per dire ai siciliani che sono loro a decidere il futuro dell’Isola”. Poi Pippo Zappulla (Articolo Uno): “La nostra alleanza non insegue chi vuole fare alleanze con pezzi del centrodestra”.

Le posizioni sulle alleanze

Il tema delle alleanze porta gli esponenti delle forze politiche ad un approfondimento sulle singole posizioni. “Non ci appassionano né le sigle né i nomi ma ci interessano le idee e i valori”, ha ribadito Nuccio Di Paola.

Claudio Fava, che poco prima aveva lanciato segnali di apertura all’esterno, poi definisce meglio i confini di questo campo: “Chi fa parte della maggioranza del centrodestra non può esserci. Lombardo – ha poi specificato – è dentro questa maggioranza con assessori e con incarichi di sottogoverno. Vada anche sottolineato – ha proseguito Fva – che mentre tutto il campo progressista si presenta unito leggiamo quanti stracci volano dall’altra parte. Anche in questo c’è una scelta di stile”.

Poi il segretario Pd Barbagallo ha detto la sua: “Non parlerei di scadenze o di un termine perentorio. L’appello all’inclusione serve per evitare quanto è accaduto a Palermo con la divisione del campo europeista e quindi a Più Europa, a Calenda e financo a Renzi per evitare che si evitino gli errori del passato.

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Written by Andrea Cannizzaro

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