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I giovani dell’Alpha Camp in udienza dal Papa

L’esperienza molisana dell’Alpha Youth Camp, che ha visto più di 300 giovani italiani e stranieri (con una piccola rappresentanza arrivata anche dall’Etiopia) confrontarsi e dibattere nel piccolo centro della provincia di Isernia, ha conosciuto un momento che resterà indimenticabile per ognuno di loro. L’incontro, in Sala Clementina, con il Papa. Centinaia di giovani, accompagnati dal vescovo Camillo Cibotti, artefice del campus molisano, con i quali Papa Francesco ha colloquiato partendo dalla sua recente visita in Canada. Perché i giovani – in qualsiasi latitudine – sono tutti uguali, li unisce lo stesso senso di umanità.
«Che cosa cerco? Se uno si fa questa domanda, è giovane, anche se ha ottant’anni. E se non se la fa, è vecchio, anche se ne ha venti. Siete d’accordo?» la domanda rivolta da Papa Francesco ai circa 300 giovani che hanno partecipato al Camp di Macchia d’Isernia e che, come riporta Vatican News, hanno voluto concludere la splendida esperienza di condivisione, fraternità e spiritualità alla sua presenza.
«Creazione, corpo, amore, gioia – si legge nel resoconto giornalistico dell’incontro – le parole chiave attorno alle quali si sono confrontati in questa prima settimana d’agosto, in una delle diocesi più piccole d’Italia, ragazzi e ragazze di varie nazionalità. Il clima, come ha riferito nell’indirizzo di saluto monsignor Camillo Cibotti, è stato di festa, animazioni laboratoriali, primo annuncio, ascoltando testimonianze di educatori, sacerdoti, coppie impegnate nella guida di percorsi di crescita umana e cristiana, psicologi, blogger. Giovani percepiti oggi come un vero “regalo” dal Santo Padre che ha sottolineato quanto sia importante l’accompagnamento. Perché accompagnare è una parola-chiave per la Chiesa!».
E il Santo Padre ha inteso ‘accompagnare’ i 300 giovani con una raccomandazione che è figlia dei tempi difficili che stiamo vivendo: dire no all’egoismo, all’egocentrismo, all’apparire più di quello che siamo.
«Essere sé stessi, non gonfiarsi, nemmeno abbattersi, riconoscersi per quello che si è, questa è la vera umiltà – le parole di Papa Francesco -. E di fronte al male che c’è in noi e intorno a noi, non scappare, non evadere dalla realtà, non chiudersi in sé stessi, ma prendere ciascuno la propria parte di responsabilità. Gesù dice “la propria croce”: portarla, con amore, con gioia. Non da soli, no, non è possibile: sempre con Gesù, Lui davanti e noi dietro» il monito del Santo Padre che ha rammentato ai ragazzi dell’Alpha Youth Camp l’insegnamento del beato Carlo Acutis, «appassionato di computer, soprattutto innamorato di Gesù, dell’Eucaristia, che chiamava ‘l’autostrada per il Cielo’». Per ben due volte, il Santo Padre ha citato una sua frase significativa rivolgendo ai giovani: non siate fotocopie, originali!
Il vescovo della Diocesi di Isernia-Venafro, monsignor Camillo Cibotti ha poi ripercorso le tappe di Alpha, una realtà che coinvolge 120 Paesi, nata come «possibilità di esplorare la fede cristiana». Finora circa trenta milioni di persone hanno partecipato ai vari camp organizzati mentre le parrocchie che stanno usando il corso Alpha sono oltre 200 e di queste l’80 per cento cattoliche, il resto evangeliche o di altra denominazione cristiana. Un riferimento particolare, nelle parole del presule, al Portogallo con il quale è stato gemellato l’evento di Macchia d’Isernia in vista della GMG del 2023 a Lisbona.

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Written by Ppm

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