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Giornata contro la violenza sulle donne, il progetto di Assindustria Venetocentro e il centro antiviolenza delle donne libere

Il Centro antiviolenza delle donne libere di Quinto di Treviso è un progetto sostenuto dalla Regione Veneto e gestito dalla cooperativa La Esse e dalla Casa religiosa Domus Nostra. Zanatta: «C’è attenzione nelle aziende e determinazione nelle donne, possiamo creare un esempio»; Sartori: «Accompagniamo le donne verso una nuova consapevolezza di sé attraverso il lavoro».

Una speranza nel lavoro dopo un percorso di uscita dalla violenza, nella ricorrenza della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne il 25 novembre. La collaborazione avviata tra il Centro antiviolenza delle donne libere di Quinto di Treviso e Assindustria Venetocentro è un esperimento che potrebbe aprire nuove strade per individuare delle opportunità di inserimento nelle aziende del territorio per le donne che accedono al Centro, gestito dalla cooperativa La Esse con il contributo della Regione Veneto. Un’iniziativa inserita nel progetto “Women at work” che ha permesso un inedito incontro tra domanda e offerta di lavoro che sta già producendo i primi risultati.

«Registriamo attenzione e interesse in importanti aziende e siamo già riusciti a siglare un primo contratto di lavoro in un’importante azienda associata. È probabile che presto arriveremo alla firma di altre assunzioni – spiega Alberto Zanatta, Presidente vicario di Assindustria Venetocentro delegato alle Relazioni industriali. – Dal contatto con il Centro antiviolenza abbiamo raccolto forte motivazione in queste donne, che spesso hanno storie difficili alle spalle ma che intendono ripartire e uscire per quanto possibile dalla condizione di vittime. Una determinazione che aiuta a superare anche le difficoltà legate al raggiungimento del luogo di lavoro (poche di loro sono automunite), all’affidamento dei figli piccoli e ad altri problemi oggettivi, che comunque si potranno con pazienza superare. La conciliazione dei tempi è del resto una pratica sempre più diffusa nelle nostre imprese. I numeri all’inizio saranno piccoli ma potrà essere un esempio che continua, augurandoci naturalmente che gli episodi di violenza sulle donne possano diminuire».

«Il nostro approccio – dichiara Laura Sartori, coordinatrice del Centro antiviolenza delle donne libere – è di accompagnare le donne che vengono da una situazione di violenza verso una nuova consapevolezza, prima compromessa proprio dalla persecuzione del partner. Accanto a questo sostegno psicologico, dobbiamo affrontare i molti problemi pratici che queste donne portano con sé e che ne hanno condizionato finora l’accesso ad un lavoro in grado di dare loro autonomia e naturalmente una rinnovata stima di se.  Partiamo, ad esempio, dall’insegnare a redigere bene il proprio curriculum. Con la collaborazione del Servizio sindacale di Assindustria Venetocentro  stiamo avviando progetti individuali mirati su ciascuna donna che consentiranno con il 2023 i primi inserimenti, che continueremo ad accompagnare almeno all’inizio. In questa iniziativa, l’attenzione fattiva delle imprese e dell’Associazione è stato un segnale importante, per le donne innanzitutto e per i progetti che sono presenti nel nostro territorio».

«Le donne che conosciamo sono intercettate attraverso diversi servizi – continua Laura Sartori. Il nostro obiettivo è sostenere l’empowerment delle donne e le diverse autonomie necessarie a vivere a pieno il loro essere donne, madri, lavoratrici e cittadine. In modo graduale accompagniamo la donna ad affrontare la vita nel percorso di uscita dalla violenza. Le donne che affrontano un momento di crisi o difficoltà, devono vivere una seconda fase che prevede la progettazione di un percorso di stabilizzazione. Un percorso che determinerà la reale possibilità di farcela, ossia la possibilità per la donna di essere libera dai legami di dipendenza da cui si è affrancata, scongiurare il rischio di povertà economica e precarietà. In tal senso la casa e il lavoro sono fondamentali e sono due tasselli su cui poggia il successo del percorso di autonomia. Vogliamo costruire una rete con aziende sensibili e attente alle persone, in particolare alle donne, per creare opportunità di inserimento lavorativo con contratti di lavoro regolari perché spesso, le donne, sono costrette a scegliere opzioni lavorative “a nero” che però non permettono loro né la sussistenza né l’esercizio della cittadinanza come ad esempio aprire un mutuo, avere una pensione per quanto piccola possa essere».

Il Centro antiviolenza delle donne libere organizza ogni anno una campagna specifica per il sostegno alle utenti; per quest’anno è “Women at work. Sostieni una mamma” dedicata appunto a  favorire l’inserimento lavorativo di donne in uscita da percorsi di violenza intrafamiliare; a raccogliere fondi per sostenere le donne nella conciliazione famigliare e garantire il lavoro (babysitter, centri estivi, etc.); sensibilizzare cittadinanza e aziende rispetto alle difficoltà incontrate dal target (donne sole escluse dal mondo del lavoro). ( www.cmb4people.org/view/84/women-at-work-sostieni-una-mamma).

La campagna prevede dei momenti pubblici (seminari e/o workshop) in occasione della giornata mondiale del contrasto alla violenza di genere, il 25 novembre, e in occasione del terzo compleanno del Centro delle donne libere dalla violenza, il 9 aprile, nei quali poter illustrare i risultati ottenuti sul tema dei percorsi di autonomia delle donne e invitare le realtà che hanno collaborato alla riuscita del progetto.

Il Centro delle Donne Libere dalla Violenza, promosso e gestito da La Esse e Casa Religiosa Domus Nostra   a Quinto di Treviso è stato aperto nel 2020 durante il lockdown e riceve il contributo della Regione del Veneto. Il Centro ha un nuovo approccio che offre gratuitamente, oltre al supporto psicologico e alla consulenza legale, percorsi di accompagnamento alla ricerca del lavoro e laboratori pensati per aiutare i figli delle donne accolte a rielaborare il loro vissuto.

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