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Domande pensioni scuola 2023, attenzione alla scadenza del 21 ottobre: chi la deve rispettare e chi è escluso

Una scadenza molto importante in tema di pensioni è prevista per i docenti e il personale ATA. Non rispettarla significa non poter andare in pensione dal primo settembre 2023. 

C’è un termine a cui il personale della scuola non può che fare riferimento per andare in pensione. 

pixabay

Si tratta di una di quelle date da segnare sul calendario, perché rispettarla significa non mancare un importantissimo appuntamento ‘previdenziale’. Infatti entro il 21 ottobre di quest’anno gli insegnanti che vogliono uscire dal lavoro per godersi il trattamento pensionistico loro spettante, debbono fare domanda di pensione ad hoc al MIUR. Se non lo fanno, il rischio concreto, anzi la certezza, è di perdere il diritto a lasciare l’occupazione per andare in pensione il primo settembre del prossimo anno.

Si tratta delle istruzioni che, come di consueto, vengono diffuse dal Miur e che in questo caso sono in materia di presentazione delle domande di cessazione dal servizio con decorrenza dal primo settembre 2023.

Coloro che debbono rispettare il termine del 21 ottobre prossimo sono i professori e i membri del personale ATA, ovvero il personale amministrativo, tecnico e ausiliario degli istituti. Ma attenzione perché c’è chi non deve adempiere a quest’obbligo. Ecco i dettagli.

Da tempo pieno a tempo parziale: vale la scadenza del 21 ottobre

Attenzione a quanto segue. L’identica scadenza del 21 ottobre deve essere osservata anche da parte di coloro che vogliono sfruttare la possibilità della trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale. In particolare ci riferiamo alle persone che hanno ottenuto i requisiti per la pensione anticipata, ma che non hanno ancora toccato il limite dei 65 anni di età per essere immessi a riposo d’ufficio.

In detta circostanza l’amministrazione riconosce il diritto alla pensione per il lavoratore, ma anche la necessità di continuare il rapporto di lavoro fino al raggiungimento dei 65 anni di età anagrafica, ovvero al fine di conseguire il citato requisito.

La domanda deve essere fatta con una sola istanza in cui i professori o il personale ATA devono anche far valere l’opzione per la cessazione dal servizio. O per la permanenza a tempo pieno, laddove l’assegnazione del part – time fosse negata per aver oltrepassato il limite percentuale fissato dal MIUR o per situazioni di esubero. Perciò non è detto a priori che il passaggio a tempo parziale avvenga davvero.

Domanda di pensione personale scolastico: chi è escluso dal rispetto della data del 21 ottobre

Come accennato in apertura, non tutti debbono presentare la domanda di pensione, in quanto sono esclusi e dispensati dalla scadenza del termine citato due categorie di lavoratori:

i dirigenti scolastici, che infatti debbono fare domanda di pensione entro il 28 febbraio 2023;
i lavoratori del settore che raggiungono i 65 anni di età di entro il 31 agosto del prossimo anno, i quali debbono presentare richiesta di pensione per raggiungimento dei limiti di età entro il 31 agosto 2023.

Nella seconda ipotesi le regole attuali prevedono che il personale scolastico con i requisiti anagrafici sia esentato dal fare la domanda di pensione entro il 21 ottobre di quest’anno, infatti il datore di lavoro darà luogo alla cessazione d’ufficio del rapporto di servizio e collocherà a riposo il lavoratore. E ciò vale altresì per i professori e il personale ATA che entro il 31 agosto del prossimo anno conseguono il diritto alla pensione anticipata. Vale a dire il trattamento pensionistico che scatta con 42 anni e 10 mesi di contributi (41 anni e 10 mesi per le donne), al di là dall’età anagrafica del lavoratore.

Concludendo, il rispetto del termine del 21 ottobre 2022 per la presentazione della domanda di pensione nel comparto scuola è valevole per tutto il restante personale della scuola.

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Written by Claudio Garau

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