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“Conosci la violenza?”, flash mob al Twenty per far riflettere i clienti

di Alan Conti

“Cosa sai davvero della violenza sulle donne?”. Dirette e senza fronzoli ieri le studentesse del liceo Maria Hueber di Bolzano hanno preso di petto i clienti del centro commerciale Twenty. Un flash mob studiato e preparato assieme all’associazione Zonta proprio per mettere le persone di fronte alla necessità di riflettere in occasione della Giornata Nazionale per l’Eliminazione della Violenza sulle Donne (ma sarebbe meglio farlo ogni giorno). Una serie di domande a bruciapelo per comprendere a che punto sia la sensibilità delle persone su temi di cui si parla spesso ma non sempre prendendosi delle responsabilità individuali. Gli esiti di questa rapida consultazione hanno poi aperto la tavola rotonda alla Conference Room moderata dal direttore di Video33 Mauro Keller.

“Le persone conoscono vari tipi di violenza, da quella fisica a quella sessuale passando per quella finanziaria” le parole di Lena e Laura in rappresentanza di tutta la loro quarta classe. “I problemi, però, nascono nella percezione di alcune di queste violenze. Una buona metà non ritiene la violenza verbale paragonabile a quella fisica. La giudica meno grave. Non vogliamo fare classifiche ma è evidente come anche la violenza verbale possa penetrare in profondità lasciando cicatrici emotive profondissime. Non si vedono ma non è detto che facciano meno male”.

La tavola rotonda nella Conference Room

Altre due domande inchiodano i maschi alle loro abitudini. “Abbiamo chiesto loro se avvertano il cat calling o l’appellativo Ehi Gnocca come una forma di violenza e il risultato è che per molti di loro non si tratta di nulla di grave. Non siamo per nulla d’accordo”. Capita anche con i giovani? “Certo – conferma Laura – io stessa ho avuto un confronto con il mio ragazzo sulla diversa percezione che abbiamo di questo. Credo che i maschi non riescano davvero a pensare come noi. È quantomai necessario che siano disposti ad ascoltarci e noi a ripetere loro in continuazione che tipo di disagi o ferite possano arrecarci alcuni comportamenti. Siamo solo all’inizio e non intendiamo mollare di un centimetro”.

Durante la tavola rotonda particolarmente toccante il racconto della dirigente dell’istituto comprensivo di Laives Emanuela Scicchitano. “Per sei mesi sono stata vittima di stalking attraversando un periodo terribile dove sono stata privata della mia libertà. Ancora oggi fatico a parlarne ma so quanto la mia testimonianza possa avere importanza. Ne sono uscita grazie alle forze dell’ordine, al mio avvocato ma anche alla volontà di non mollare. Un giorno mio madre mi disse di non avermi educato per essere vittima ma per essere libera. Da quel momento è stato il mio mantra e non l’ho dimenticato nemmeno oggi che dirigo delle scuole. Dobbiamo insegnare alle nostre bambine e studentesse ad essere libere abbattendo tanti pregiudizi che ancora resistono. Anche a scuola. Solo per fare un esempio ancora oggi c’è una diffusa convinzione che i maschi siano più portati per le materie scientifiche, matematiche o finanziarie. Non è vero”.

La speranza in un futuro migliore la tratteggia lo stesso Keller: “La mia sensazione è che le nuove generazioni di ragazze abbiano una consapevolezza molto maggiore rispetto a quelle della mia generazione o di mia madre delle problematiche, delle difficoltà e delle ingiustizie da cancellare. Possono essere più determinate ad abbattere certi muri portando la nostra società verso un orizzonte migliore”.

L’articolo “Conosci la violenza?”, flash mob al Twenty per far riflettere i clienti proviene da BZ News 24.

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Written by Alan Conti

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