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Comunali a Palermo: “Patto mafioso”, arrestato un candidato di Forza Italia

PALERMO – Il mafioso e il candidato al consiglio comunale di Palermo avevano siglato un patto. A siglarlo sarebbero strati Gaetano Sansone e il candidato Pietro Polizzi. La prova è racchiusa nelle conversazioni registrate dai poliziotti della squadra mobile.

La Procura della Repubblica ritiene il contenuto chiaro ed evidente. Il procuratore aggiunto Paolo Guido e i sostituti Giovanni Antoci e Dario Scaletta chiedono e ottengono l’arresto di tre persone (c’è anche Manlio Porretto, collaboratore di Sansone) dal presidente della sezione Gip Alfredo Montalto. Sono indagate per scambio elettorale politico-mafioso.

È un’indagine destinata a fare rumore perché arriva a pochi giorni dalle elezioni amministrative e per il peso della parte mafiosa coinvolta. I poliziotti stanno perquisendo la villa di Sansone. Non è un immobile qualsiasi visto che si trova in via Bernini, a pochi passi da quello che fu l’ultimo covo di Totò Riina.

Il capo dei capi usciva dal residence quando lo arrestarono il 15 gennaio 1993. Le ville dei costruttori Sansone, fedelissimi del padrino corleonese, sono state confiscate. Una ospita la caserma dei carabinieri, un’altra l’ordine dei giornalisti. Alcuni immobili, però, sono rimasti alla famiglia Sansone.

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Written by Riccardo Lo Verso

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