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Comincia l’era Lagalla, ecco i tre problemi del sindaco

Oggi, con l’insediamento, si apre l’era del sindaco Lagalla. Probabilmente sarà meno visionaria e più in bianco e nero, rispetto a quella precedente. Palermo, dopo essersi divisa, ora attende, tutta unita, una sorta di messia che possa guarirla dalle sue ferite. Sarà già tanto avere un primo cittadino capace di mettere mano ai guai, risolutamente e concretamente. Ma i problemi non mancano nemmeno nell’agenda personale dell’ex rettore. Ecco i tre principali, un elenco per larghissimo difetto.

Il primo ostacolo da affrontare sarà il livello di rissosità del centrodestra, una coalizione divisa e fragile, proprio per la sua ampiezza, che ha il complesso di Jeeg Robot. I componenti, da soli, non servono a niente. Se arrivano a riunirsi, è difficile che qualcuno possa sconfiggere una simile armata. Tuttavia, i presupposti non sembrano condurre verso strade agevoli. Francesco Cascio che picchia i pugni sul tavolo per la carica di vicesindaco. I tanti che si aspettano qualcosa. E, soprattutto, il dossier Musumeci che, intorno alla candidatura bis del presidente, argomento controverso, creerà tensione da qui alle regionali. Sono polemiche che rischiano di affossare l’urgenza palermitana nella risacca delle beghe partitiche.

C’è poi la questione morale. Abbiamo vissuto una campagna elettorale in cui se n’è molto parlato, tra la vicinanza di Cuffaro e Dell’Utri al professore Lagalla e gli arresti di candidati consiglieri comunali del centrodestra. L’amministrazione che si insedia non soltanto dovrà essere onesta, circostanza che, francamente, diamo per scontata, conoscendo un po’ il suo comandante; dovrà apparire, in ogni istante, a prova di sospetto. Avrà addosso i riflettori di mezzo mondo e gli occhi dei cittadini che si attendono la massima trasparenza. Potrebbe bastare un incidente di percorso per distruggere la credibilità di governo. Un eventuale sbaglio, magari per omessa vigilanza, risulterebbe fatale.

Il terzo gradino dell’impegno sarà quello più spinoso. Il suo nome è Palermo. Viviamo in una città devastata che solo maquillage e marketing hanno raccontato diversamente rispetto allo stato catastrofico in cui versa. Siamo stati amministrati male e si è data più importanza alla confezione che al contenuto. Le cartoline dell’orrore dal cimitero dei Rotoli sono lì a testimonianza dello scempio. Il sindaco Lagalla dovrà agire da subito e bene, senza perdere tempo in alchimie politiche. Ogni istante di ritardo e ogni tentennamento verranno percepiti come la conferma di un destino cupo. Nel caso, ovunque regnerà una inscalfibile rassegnazione.

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Written by Roberto Puglisi

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