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Auto intestata ad altra persona, quale è la multa?

Attenzione a guidare un’auto intestata ad un’altra persona o prestare la propria, soprattutto per un periodo continuativo. Il Codice della Strada non lo vieta ma è opportuno conoscere alcuni aspetti, per non incorrere in un multe indesiderate. La cosa fondamentale da ricordare è che il soggetto responsabile per multe o sinistri stradali è anche il proprietario del veicolo stesso: le eventuali infrazioni in ogni caso ricadono sempre sull’effettivo proprietario dell’auto, che quanto intestatario ne è responsabile al 100%.

Quando scatta la multa?

Ma attenzione a non utilizzare l’auto intestata ad un’altra persona per oltre 30 giorni continuativi, perché in questo frangente potrebbe scattare una pesante multa.

Multa auto intestata ad altra persona

Se si utilizza per un periodo di 30 giorni un’auto intestata ad altra persona, le proprie generalità dovranno essere annotate sulla carta di circolazione.

La multa auto intestata ad altra persona va dai 705 ai 3.526 euro

A meno che non si voglia rischiare una multa salatissima, dai 705 ai 3.526 euro. In questo caso però sono le Forze dell’Ordine che dovranno dimostrare l’utilizzo di un veicolo ad altra persona abitualmente e da più di 30 giorni.

Auto intestata ad altra persona

Guidare l’auto intestata ad un’altra persona il Codice della Strada lo inquadra nell’articolo 94, comma 4-bis. La legge non stabilisce che non sia possibile guidare un veicolo intestato ad un’altra persona, più che altro la normativa fa riferimento all’uso continuativo del mezzo a motore. Questo significa che chiunque può mettersi alla guida di un’auto di terzi, senza per questo incorrere in una sanzione amministrativa.

La Polizia deve dimostrare che il guidatore utilizzi l’auto per un periodo superiore ai 30 giorni continuativi

Quello che invece occorre regolarizzare è guidare in maniera continuativa, e per periodi lunghi, un’auto, una moto o un camion che siano intestati ad altri. Infatti dopo 30 giorni continuativi di utilizzo la legge diche che va aggiornata la Carta di Circolazione al PRA (Pubblico registro automobilistico), mediante talloncino che riporta i dati del nuovo utilizzatore. L’annotazione è finalizzata solo all’aggiornamento degli archivi nazionali dei veicoli.

Aggiornamento Libretto se il guidatore è diverso dal proprietario (utilizzatore)

In caso di uso prolungato oltre i 30 giorni lavorativi dell’auto intestata ad altra persona come abbiamo visto si deve procedere all’aggiornamento del libretto, mediante emissione di apposito tagliando. Sulla Carta di Circolazione vanno specificate le variazioni delle generalità o della denominazione dell’intestatario, anche derivante da atti di trasformazione o fusione societaria, quando non abbia luogo la creazione di un nuovo soggetto giuridico distinto da quello originario e non occorra perciò annotazione al PRA. Quanto alle variazioni di generalità di persone fisiche intestatarie di carta di circolazione esse comprendono: nome e cognome, data e luogo di nascita e di residenza, sia per provvedimenti anagrafici o giudiziari o anche per variazioni toponomastiche o di numerazione civica.

Se si tratta di annotare il nome di soggetto giuridicamente incapace sulla carta di circolazione vengono annotati i dati anagrafici del genitore o del tutore responsabile della circolazione del veicolo; locazione di veicolo senza conducente per più di 30 giorni; acquisizione, da parte di un soggetto diverso dall’intestatario, della disponibilità del veicolo per più di 30 giorni, in forza di: -contratto o atto unilaterale (in conformità alle norme dell’ordinamento civilistico (art. 247 bis, c. 2 e), reg. CDS); -comodato (esclusi i familiari conviventi): oltre al nome del comodatario va indicata la scadenza (che, nel caso di proroga, richiede un nuovo tagliando d’aggiornamento); è escluso il sub comodato.

In caso di uso prolungato continuativo dell’auto di un’altra persona va aggiornata la Carta di Circolazione al PRA

Per il veicolo tornato nella disponibilità dell’intestatario si può chiedere il duplicato della carta di circolazione. Nel caso di comodato di veicoli aziendali per più di 30 giorni viene rilasciata un’attestazione di avvenuta annotazione (la cui mancanza a bordo non è sanzionabile in sede di controllo); -provvedimento di affidamento in custodia giudiziale (con facoltà d’uso del veicolo, ma senza cambiarlo).

Auto intestata a un defunto

La legge identifica anche il caso se si guida l’auto intestata ad un defunto. Anche in questo caso se un erede guida il veicolo per un periodo superiore a 30 giorni ha l’obbligo di aggiornare la Carta di Circolazione. il PRA rilascia il tagliando di aggiornamento nel quale sono annotate le generalità dell’erede che utilizza il veicolo.

Auto intestata ad un Società

Possono utilizzare l’auto o il mezzo intestato ad un’alta persona senza l’obbligo di aggiornare la Carta di Circolazione coloro che effettuano attività di autotrasporto. Sono poi esclusi i casi di utilizzo da parte di un familiare convivente.

L’obbligo di aggiornare la Carta di Circolazione vale anche per i professionisti che usano auto aziendali

Sono invece coinvolti tutti i professionisti che utilizzano auto aziendali di una Società. In particolare, si legge nella circolare, “nel caso in cui l’intestatario della carta di circolazione conceda in comodato d’uso l’utilizzo del proprio veicolo ad un terzo, per un periodo superiore ai 30 giorni, il comodatario ha l’obbligo di darne comunicazione al competente UMC (ufficio della Motorizzazione Civile, ndr) richiedendo l’aggiornamento della carta di circolazione”.

Invece “sono esentati da tale obbligo i componenti del nucleo familiare, purché conviventi. Nulla osta, tuttavia, che anche in tal caso possa essere richiesto l’aggiornamento della carta di circolazione; in assenza di specifico divieto, infatti, è da ritenersi che il comodatario ne abbia facoltà, ferma restando, in caso contrario, l’inapplicabilità delle previste sanzioni”.

Assicurazione dell’auto prestata

Se l’auto prestata è assicurata in caso di incidente stradale non ci sono problemi. Però vale la pena tenere a mente alcuni cavilli giudiziari. Se chi guida è responsabile dell’accaduto il Codice Civile stabilisce che il proprietario del mezzo interessato ha la responsabilità oggettiva.

L’assicurazione in ogni caso coprirà ogni spesa ma l’effettivo proprietario vedrà aumentare la classe di merito, con probabile aumento anche del premio assicurativo da versare l’anno successivo.

In caso di incidente di un’auto prestata l’assicurazione compre il danno

Se il soggetto a cui avete prestato la vettura subisce un sinistro senza avene colpa, l’assicurazione risarcisce sia il proprietario della vettura che, in caso di lesioni, l’amico o il famigliare cui è stata prestata l’auto.

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Written by Redazione Web

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